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"Il miglior modo per prevedere il futuro è crearlo. Magari partendo da un pannello sul tetto."

Scuola del Fai Da Te: L’Energia nelle Tue Mani La Scuola del Fai Da Te nasce con una missione chiara: trasformare la curiosità in competenza. In un mondo che corre verso la sostenibilità, crediamo che l'autonomia energetica non debba essere un lusso per pochi, ma una possibilità concreta per chiunque voglia imparare a costruire il proprio futuro. Cosa facciamo? Non siamo la solita scuola di teoria. Qui ci si sporca le mani (in sicurezza!). Il nostro cuore pulsante è il Corso Pratico di Fotovoltaico Fai Da Te, dove insegniamo a progettare, assemblare e gestire piccoli e medi impianti solari. Perché scegliere la nostra Scuola? Approccio Pratico: Dimentica le slide infinite. Passiamo subito all'azione con pannelli, inverter, tester e strutture di fissaggio. Risparmio Reale: Imparare a installare correttamente un modulo fotovoltaico significa abbattere i costi di manodopera e ottimizzare l'efficienza della tua casa. Sostenibilità Consapevole: Ti aiutiamo a capire come funziona davvero l'energia pulita, rendendoti parte attiva della transizione ecologica. Sicurezza al Primo Posto: Il "fai da te" non deve essere "fai a caso". Insegniamo le normative vigenti e le procedure di sicurezza elettrica per lavorare senza rischi. A chi ci rivolgiamo? Dallo hobbista che vuole alimentare il capanno degli attrezzi, al proprietario di casa che sogna di ridurre la bolletta, fino a chi desidera semplicemente capire come funziona la tecnologia che sta cambiando il mondo. "Il miglior modo per prevedere il futuro è crearlo. Magari partendo da un pannello sul tetto."

26 novembre 2012

L’accumulo di acido solfidrico sarebbe la causa di danni al cervello e ai vasi sanguigni tipici dell'encefalopatia etilmalonica

Acido solfidrico nell’encefalopatia etilmalonica

L’accumulo di acido solfidrico sarebbe la causa di danni al cervello e ai vasi sanguigni tipici dell'encefalopatia etilmalonica, grave e fatale malattia metabolica ereditaria che colpisce fin dalla primissima infanzia, specialmente nell'area mediterranea e nella penisola arabica.

La scoperta, pubblicata su Nature Medicine, è stata fatta da Valeria Tiranti e Massimo Zeviani, Ricercatori del Centro per lo Studio delle Malattie Mitocondriali Pediatriche dell'Istituto Neurologico Besta di Milano.

Il lavoro rappresenta un passo avanti molto importante nello studio di questa rara patologia dei mitocondri - le centrali energetiche delle cellule.

Benché l'encefalopatia etilmalonica fosse nota alla comunità scientifica fin dai primi anni Novanta, infatti, non era ancora chiaro perché i bambini si ammalassero. Il primo indizio chiave è stato trovato nel 2004, proprio grazie al gruppo di Massimo Zeviani, che ha individuato il gene difettoso: ETHE1.

Oggi, utilizzando anche un modello animale della malattia ( un topo geneticamente modificato privo del gene ETHE1 ) lo stesso gruppo di Ricercatori ha messo a segno un altro punto, comprendendo la funzione della proteina prodotta da questo gene. Si tratta di una sorta di spazzino molecolare che ripulisce le cellule dall'acido solfidrico, il gas dal tipico odore di uova marce prodotto da diversi tessuti umani, come ad esempio la flora batterica intestinale, durante le attività metaboliche.

In assenza della proteina ETHE1, questo meccanismo di pulizia viene a mancare: l'acido solfidrico si accumula così nei tessuti, cervello in primis, danneggiandoli.

Per avere un'idea della tossicità di questo gas, basti pensare che è velenoso quanto il cianuro o il monossido di carbonio. Tra i sintomi tipici dell’encefalopatia etilmalonica ci sono un danno neurologico progressivo, diarrea cronica, petecchie sulla pelle e insufficienza motoria con tetraparesi spastica.

Il risultato apre prospettive concrete per disegnare una possibile strategia terapeutica per questa rara malattia, di cui oggi si conoscono circa 60 famiglie affette ( ma probabilmente si tratta di una sottostima, viste le difficoltà nella diagnosi ).

I Ricercatori sono infatti già al lavoro per capire se riducendo la quantità di acido solfidrico si possano migliorare le condizioni di vita dei piccoli pazienti e aumentarne la sopravvivenza, che attualmente è di pochi anni.

Intervenendo sulla dieta e sulla composizione della flora batterica intestinale si potrebbe ad esempio provare a ridurre la fonte principale di produzione del gas. Un'altra strategia potrebbe essere quella di intervenire con un trapianto di midollo osseo sul sistema reticolo-endoteliale, quella particolare porzione del sistema immunitario che ha il compito di eliminare le sostanze tossiche dall'organismo. ( Xagena_2009 )



Attenzione  i lavoratori esposti all'inalazione sono altamente a rischio....  L'acido solforico può causare  per malattie rare o difficili da individuare...

Fonte: Telethon, 2009

Link: Biomedicina.net

Link: MedicinaNews.it 
http://www.xagena.it/news/e-biomedicina_it_news/cd55fe95fc4bdee8b6699e7e3ba3ecde.html 

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